
Se dovessimo scrivere la storia del messe di ottobre del 1582 ci troveremmo in grosse difficoltà perché nei giorni che vanno dal 5 al 14 non successe proprio niente: non ci sono stati nuovi nati né morti e nessuno, in quei giorni, è andato a lavorare o a fare la guerra, non è sorto il Sole e non è tramontato: questo per il semplice fatto che questi 10 giorni non sono mai esisti.
Dopo il 4 ottobre non venne il 5 ottobre, come sarebbe stato normale, ma il 15 dello stesso mese, e questo per ordine del papa Gregorio XIII.
Già da tempo ci si rendeva conto che le date del calendario non corrispondevano ai cambi di stagione: le rondini arrivavano verso il 10 marzo e le foglie cadevano dagli alberi parecchio prima che iniziasse l'autunno. Per gli scienziati il motivo era semplice: il calendario di Cesare aveva fatto il suo tempo avendo accumulato un anticipo di una decina di giorni!
Il calendario di Cesare considerava l'anno di 365 giorni e 6 ore, quindi si contavano tre anni di 365 giorni ed un bisestile con un giorno in più, di 366, il giorno in più recuperava quanto si era accumulato per le 6 ore dispari. Solo che le 6 ore sono approssimate, mancano 9 minuti, quindi, recuperando sempre, ogni quattro anni, un giorno intero, si finiva per andare avanti nelle date.
Cesare aveva emanato il suo calendario nel 45 A.C. quindi al tempo di Gregorio XIII, essendo trascorsi 1630 anni circa, si erano accumulati 14.600 minuti che equivalgono a circa 10 giorni in più.
La cosa era nota già da parecchi secoli ma nessuno voleva prendere la patata bollente di cambiare il calendario. Si andava sicuramente incontro a critiche ed obiezioni ed inoltre ci voleva un’autorità forte per imporre modalità e date.
Ci pensò Papa Gregorio XIII che volle fare le cose per bene. Diede vita ad una commissione di esperti diretta dall'astronomo Clavius e chiamò anche il celebre matematico Egnazio Danti che, per rendere palese a tutti il grave disavanzo del calendario in vigore, realizzò nella piazza di S. Pietro una grande meridiana utilizzando come gnomone l'obelisco Egizio che è alto 41 metri. Così nei giorni degli equinozi, quando il dì è uguale alla notte: il 21 marzo e il 22 settembre, era possibile osservare come l'ombra della sfera di bronzo, posta alla sommità dell'obelisco, si posasse ben distante dal punto equinoziale. Intanto si mise mano alla preparazione del compendium che avrebbe regolamentato tutta l’operazione. (Continua)
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